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AZIONI
INCLEMENTI
11-12-13-14 e 19-20-21 agosto 2005
ARTI VISIVE IN PALAZZO FOGAZZARO
SCHIO
nel contesto del festival annuale della Poesia e della Letteratura
La partecipazione della Casabianca alla manifastazione 2005
che si svolge fuori Malo in Schio all’interno del comprensorio
dell’ALTO VICENTINO dove operano significative realtà istituzionali
di cultura tra le altre la Rete Museale Alto Vicentino e l’Ufficio
di Cultura della Regione Alta Austria, per citare quelle più vicine
al Museo Casabianca, vuol essere un contributo al Festival
2005 organizzato dall’Associazione ATOZ sostenuta dall’Amministrazione
del Comune di Schio.
La sezione ARTI VISIVE è promossa da Eva Fabbris nella
prestigiosa sede di Palazzo Fogazzaro al 1° e al 2° piano
dove questo Museo presenta 113 disegni litografati dell’artista
italiano ETTORE SPALLETTI nell’allestimento di Giobatta
Meneguzzo.
Segue a cura dell’Associazione ATOZ comunicati e programmi.
ETTORE SPALLETTI
Trattasi
di una cartella di 113 disegni in litografia (studio Alberti
di Pesca con consulenza tecnica di Ivano Villari)
dal segno leggero ed elegante che concorrono al prestigio
dell’opera grafica messa spesso in subordine quando
invece è una disciplina del tutto indipendente.
Ettore Spalletti, artista abruzzese, vive e lavora nella
natia Cappella sul Tavo, vicino a Pescara. L’artista è noto
per il suo particolare lavoro in Francia, "una delle più belle
commesse assegnate ad un artista" così il quotidiano
francese Le Monde ha definito La Salle des départs,
l’installazione realizzata dall’artista nell’obitorio
dell’ospedale di Garches, vicino a Parigi, il cui unico
ed assoluto protagonista è il colore : nessuna rappresentazione
tangibile della morte, nessun riferimento alla sua dimensione
materiale.
Così Floriana Donati ha scritto della mostra del 1996
alla Casabianca : « il segno di Spalletti colpisce subito
per la sensazione di legerezza e sintesi, per la pulizia e
la ricerca di equilibrio formale, per il gesto fluido ma innervato
di tensione vitale. Due gli elementi in gioco : la linea curva
e il disegno geometrico ( che nulla ha a che fare con il disegno
tecnico), l’una dal tratto essenziale ma dalla forte
tensione plastica del contorno che ripartisce il foglio bianco
trasformandolo in una porzione vivente di spazio ; l’altro
incline ad un ordine razionale nella composizione dei toni
del bianco e grigio, che misurano la scansione della luce,
oltre che delle forme primarie, ma pregna al tempo stesso di
un intimo lirismo. Un esempio di come il foglio disegnato non
sia transizione verso l’opera, ma momento creativo autonomo».
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